Nei villaggi del Ciad si trovano pozzi (fino a circa 20 metri) scavati a mano (con gravi rischi per gli operatori). L’acqua viene prelevata in parallelo da più persone con l’ausilio di corde e secchi.
Nelle scuole, invece, capita di trovare un pozzo, ma spesso secco. La diversità geologica del Ciad richiede uno specifico approccio alla infrastruttura da realizzare. Dovremo considerare la possibilità di captare acqua freatica e che il pozzo diventi secco in pochi anni

Nelle vaste aree del Ciad a sottosuolo non roccioso, le aspettative sulla qualità dell’acqua non possono essere alte. I pozzi vengono scavati per 30-40 metri mediante una trivella manuale fino a captare falde freatiche, ovvero coperte da terreno permeabile. Completato lo scavo, viene installata una pompa manuale per il prelievo dell’acqua.
Nelle zone rocciose -quando accessibili ai grandi automezzi- si possono realizzare pozzi per trivellazione meccanica, con costi molto maggiori. In compenso, le aspettative sulla qualità dell’acqua crescono molto in quanto, scendendo a 100 metri, il pozzo capta falde artesiane (ovvero comprese fra strati impermeabili).Il POZZO N.3 lo abbiamo realizzato ad Aprile 2024 alla scuola di Koundoul, Ciad. Due giorni di trivellazione a mano fino a 46 metri sotto il suolo.
A maggio 2024 abbiamo realizzato il POZZO N.5 nel quartiere Digo1, fuori dalla capitale N’Djamena. In Ciad è facile trovare aree -come questa- senza servizi, senza strade e senza acqua pulita. I guai seri arrivano con la stagione delle piogge, perché in assenza della strada gli spostamenti per il rifornimento di acqua diventano impossibili.
A casa del capo villaggio abbiamo incontrato una rappresentanza di donne per parlare del problema dell’acqua. Sono le donne, infatti, ad essere le responsabili dell’approvvigionamento di acqua in famiglia. Nel quartiere/villaggio un pozzo ci sarebbe, ma è contaminato. Solo l’aver comunicato che chiederemo il sopralluogo di un tecnico ha generato una festa!
Prima del nostro intervento, le donne della comunità dovevano camminare anche 4 chilometri per portare a casa una tanica di acqua pulita. Ora hanno il pozzo, profondo 56 metri, nell’area comune fra le abitazioni della loro comunità.
Il POZZO N.6 lo abbiamo realizzato a Debreng, un villaggio di 1500 abitanti che disponeva unicamente di 3 pozzi aperti di soli 10 metri (o meno) di profondità e visibilmente contaminati.
Con la realizzazione del pozzo i capi quartiere si sono riuniti e hanno deliberato che ogni famiglia verserà 100 FCFA (0,15 €) al mese per il fondo di manutenzione del pozzo.
Debreng è stato il primo sito indicato dal Comune e dall’Ospedale di Kélo, nel Tandjile occidentale, come luoghi in emergenza per malattie legate all’acqua. Il Comune ci ha fatto richiesta scritta di intervento in altri 5 siti: La scuola di Djengreng2 (POZZO N. 7), il villaggio di Djengreng vatican (POZZO N.8), la scuola di Moreye (POZZO N. 9) e la scuola di Debreng (POZZO N. 10) ed il villaggio e la scuola di Mengssou (POZZO N.11). Le inaugurazioni sono raccolte nella Gallery.